CHI SIAMO

titolariDe Lotto, scesi dal Cadore verso nuove sfide e più ampi orizzonti. Sessant’anni di attività, una vita, vissuta da Tiziano ed Ivano De Lotto tra la farina del mulino ed i mucchi di grani di cereali. Sempre più grandi. Con la fronte alta e lo sguardo proteso verso nuovi orizzonti. Ma anche con la capacità di coltivare le relazioni.

E dove potevamo trovare Tiziano e Ivano De Lotto, sabato pomeriggio, se non nel loro essiccatoio di Via Sant’Anna a nord paese? Ma di quale anniversario si tratta?

Dell’anniversario del nostro primo essiccatoio, quello di 60 anni fa, costruito da nostro padre Francesco, a Fossalunga in un magazzino di villa Ravagnin. In pratica una semplice graticola su cui si stendeva uno strato di mais ed un fuoco che produceva aria calda necessaria all’essiccazione. Ad un ritmo, che oggi ci fa sorridere, di 3 quintali all’ora. Da allora è partito il nostro sviluppo.

Perché prima, di cosa si occupava vostro padre?

Era mugnaio, secondo la tradizione di famiglia. Il mulino stava qui, poco lontano, appena sopra la Postumia romana, eretto nel 1882 da Antonio, fratello di nostro bisnonno Francesco.

E quando siete diventati proprietari del palazzo Ravagnin?

Diventati proprietari nel 1930, in seguito alle vicissitudini della locale Cooperativa Agricola, messa in liquidazione in quell’anno. Nel palazzo era in funzione un mulino elettrico ed operava anche una trebbiatrice fissa. Già prima della Grande Guerra, comunque, il nonno ed i suoi fratelli, in particolare Angelo, il futuro podestà di Vedelago, erano conduttori di trebbiatrici.

Mentre vostro padre Francesco e vostra madre Olga si dedicavano soprattutto al mulino.

Sì. E noi fin da piccoli vivevamo la vita del mulino … farina dappertutto … gente che veniva a macinare quasi ogni settimana … un porto di mare. Ci appassionavamo alle varie fasi della lavorazione, prima alla separazione della pellicola esterna del chicco per farne crusca e poi alla sua progressiva frantumazione per ottenere una farina più o meno consistente.

Un interesse per la tecnica coltivato in famiglia …

Certo. Nostro padre era sempre impegnato a pensare a nuovi impianti. Tra le altre cose ha brevettato e costruito varie macchine per “battere la saggina”. Lo zio Renato, poi dedicò per un certo periodo alla ceramica dove ora c’è il forno di Giorgio Volpato e quindi alla produzione di energia idroelettrica, avendo costruito una piccola centrale a Caerano. Fu lui ad inventare uno sgrigliatore automatico per eliminare i quintali di rifiuti che ogni giorno, portati dall’acqua, si accumulano sulle griglie. Per non parlare di Cesare De Lotto, un avo di altro stipite, ricordato con un monumento a Cona come “Padre delle bonifiche veneto-ferraresi”.

Ma il settore in cui avete avuto maggior successo è stato quello dell’essicazione dei cereali.

Senz’altro. Con la perdita dell’importanza del mulino, per la disponibilità dei piccoli molinetti ad uso zootecnico e per la richiesta di una farina alimentare sempre più raffinata, l’attività della nostra famiglia si spostò sull’essicazione dei cereali. Al primo impianto di 60 anni fa si aggiunsero nel ’55 un essiccatoio verticale e pochi anni dopo un altro a piani inclinati e nel ’68 un altro ancora a doppio piano inclinato. E nel ’73 decidemmo di costruire il primo capannone in Via Sant’Anna.

Mi sembra senza il consenso di vostro padre.

Ci sono voluti quasi 10 anni perché si convincesse dell’opportunità dello spostamento, ma avevamo il supporto di nostra madre che ha sempre avuto spirito imprenditoriale.  Alla fine ci diede ragione. Anche perché nel frattempo avevamo messo piede in Friuli, a Zoppola, dove prima abbiamo preso in affitto un capannone ed in seguito un nuovo essiccatoio. Negli anni Ottanta, poi, ne abbiamo avviato un altro a Castelfranco ed ampliato, per quel che si poteva per problemi di vincoli della polveriera, questo in via Sant’Anna. Qualche anno fa abbiamo acquistato un essiccatoio a Volpago del Montello che due anni fa abbiamo più che raddoppiato. Nel frattempo in Friuli abbiamo acquistato altri due magazzini uno a Vivaro e uno a Martignacco. Dai 70 quintali al giorno di essicazione con uno stoccaggio di 500 quintali siamo passati ora ad una potenzialità di 70.000 quintali al giorno con uno stoccaggio di 2.500.000 quintali.

Come si spiega questo rapido sviluppo?

Prima di tutto con la passione, la voglia di fare, di crescere ereditate dalla famiglia e supportate dalle nostre mogli Rosalina e Ornella che tutt’ora collaborano con passione. E poi il rapporto di fiducia instaurato da sempre con gli agricoltori e i commercianti. Unito ad un’attenta politica di espansione, pronta a cogliere le opportunità offerte dal mercato, ma anche a valutare le diverse aree a livello di produzione e di concorrenza.

Mai avuto problemi?

I problemi veri si sono presentati negli ultimi anni con la globalizzazione. Problemi nel prevedere la produzione, la qualità, i prezzi. Ma abbiamo anche imparato a non spaventarci di fronte al mercato.

Difficile credere a prospettive da pensionati a degli imprenditori come Tiziano e Ivano De Lotto.

In effetti non staremmo mai fermi! Abbiamo comunque i nostri figli: Francesco, Barbara, Andrea ed Elisa che ci seguono nella conduzione dell’azienda dimostrando impegno e passione sia nell’attività nostra principale che nella gestione della centrale idroelettrica di Caerano, riacquistata alcuni anni fa, che a seguito di alcune migliorie, ha quasi raddoppiato la produzione.

delotto_fotoTiziano e Ivano con i genitori Francesco e Olga Fondatori dell’azienda